PET riciclato per componenti auto ad elevate prestazioni: l’esperienza del progetto Plasticircle

La valorizzazione di materiali provenienti da fonti riciclate sta assumendo da anni un ruolo primario nella ricerca e nello sviluppo di nuovi materiali e prodotti in grado di orientarsi verso una sempre maggiore compatibilità ambientale nell’ottica di una innovazione sostenibile.
In questo ambito Proplast, nell’ambito del progetto europeo Plasticircle (H2020) ed in collaborazione con il Centro Ricerche Fiat, ha sviluppato per un componente tecnico automotive, un materiale a partire da plastiche da riciclo in grado di sostituire il polimero vergine attualmente utilizzato. Nel dettaglio, si è scelto di testare PET riciclato da raccolta differenziata urbana, rinforzato con un’opportuna quantità di fibra di vetro, in luogo della poliammide 66.
Al termine del processo, la bontà della scelta effettuata è stata confermata non solo dai test di natura meccanica, che ne hanno certificato la compatibilità in termini di prestazioni con il pezzo realizzato in materiale vergine, ma anche dall’analisi Life Cycle Assessment effettuata sui due diversi processi di produzione, che è stata in grado di confermare come l’impiego del materiale riciclato determini una sensibile riduzione dell’impatto ambientale.
Tale analisi, ultimata mediante il software SimaPro, cui Proplast detiene la licenza d’uso, ha dimostrato infatti come il pezzo innovativo risulti in un’emissione di anidride carbonica equivalente estremamente inferiore rispetto al corrispondente in materiale vergine: nel dettaglio tale valore si sposta da 2,65 a 0,96 kg.
In conclusione, questo lavoro ha dimostrato come l’impiego di materiali da fonte riciclata sia assolutamente compatibile con la realizzazione di componenti anche ad elevate prestazioni, senza che queste ne risentano ed ha altresì confermato come tale sostituzione consenta un notevole abbattimento dei gas serra emessi in atmosfera.

 

Federico Bongiovanni, Proplast

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